• Riconoscere i propri ritmi.

    Organizzazione, Work-life balance • 04 Mar 2019

    Qualche anno fa ho scoperto di essere umana. Sì in effetti ci ho messo un po’ nella vita per accorgermene, ma sai, c’è chi passa la vita intera senza rendersene conto.

    Ho scoperto di essere umana quando a forza di pretendere performance disumane, il mio corpo mi ha preso virtualmente a schiaffi. E io ho imparato.
    Ho imparato che le mie giornate non sono tutte uguali. Neanche le ore del giorno lo sono. Ho degli orari in cui riesco agevolmente a creare contenuti, altri in cui starei a fissare lo schermo senza idee, quindi meglio lavorare su dati e file Excel. Altre ancora in cui l’unica risposta sensata è il divano!

    Ho giornate in cui sono carica di energie e super produttiva, ho imparato a riconoscere quelle giornate e a farne buon uso. Altre giornate in cui lo sono meno, e allora mi prendo qualche spazio in più e non forzo quello che non viene naturalmente.

    C’è stato un tempo in cui consideravo la facoltà di rallentare un lusso. Qualcosa a cui non avevo diritto. Fortunatamente se penso alla me stessa che ragionava così mi sembra di pensare ad un’altra persona, o ad un altra vita.

    Perché sai cos’è? Riconoscendo e rispettando i miei ritmi lavoro meglio. Sto meglio io e la qualità del mio lavoro è migliore.

    Riconoscere i propri ritmi è il primo passo, rispettarli il secondo, altrettanto importante. Come si fa? Ti racconto quello che funziona per me.

    Lavoro per priorità più che per urgenze: certo le urgenze ci sono, ma non devono dirigere costantemente le mie giornate. È la mia pianificazione a farlo, pianificazione che prevede spazio per le urgenze, ovviamente, ma che allo stesso tempo è fatta con l’obiettivo di non avere mai urgenze dovute ad una mia cattiva organizzazione.

    Agenda leggera: non riempio ogni spazio della mia giornata. Se la giornata si rivela buona, ho una lista di attività che posso inserire, se invece non è giornata, non sono sovraccarica.

    Giornate riservate: salvo delle giornate per alcune specifiche attività, ad esempio una al mese è dedicata alla produzione dei contenuti per blog e newsletter, un’altra alla formazione. Non prendo appuntamenti con i clienti in quelle giornate e mi tengo il più possibile libera dalle distrazioni.

    Giornate libere: questa è una novità che ho deciso di prendermi da poco, da quest’anno proprio: un giorno al mese per fare qualcosa semplicemente che mi piace: un giro in centro, visitare una mostra o qualche posto particolare. Vi farò sapere se riesco a mantenere questa promessa a me stessa!

    Accetto quello che non va come previsto: sono una mamma, la flessibilità è il mio mestiere. Nonostante tutti i programmi l’imprevisto è sempre dietro l’angolo, a casa mia generalmente sotto forma di virus influenzale. E allora torna utile l’agenda leggera, la pianificazione che ha dei margini di aggiustamento, e i nonni, per le urgenze!
    E un po’ di spirito Zen, perché la vita è così, a volte imprevedibile. E io sono umana, l’ho scoperto giusto qualche anno fa!

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